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| Un tentativo contromano nell'ambito del centrosinistra per riunire forze politiche che hanno vasti patrimoni politici, etici, e culturali da proporre e rivitalizzare, soprattutto in un periodo nel quale le attuali compagini del centrosinistra si muovono come forze centrifughe tendenti ad isolarsi. I Punti chiave del Manifesto sembrano essere: - Superamento del bipolarismo: Il testo definisce l'attuale bipolarismo italiano bloccato in una logica da tifoserie contrapposte, considerandolo inadeguato a risolvere i problemi del Paese. - Cultura di governo e responsabilità: mira a riallacciare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni attraverso soluzioni concrete e la cultura del "riformismo forte", rifiutando i facili consensi del populismo. - Riforme istituzionali e giustizia: Pone l'accento sulla necessità di riforme strutturali dello Stato, inclusa una riforma della giustizia che tuteli le garanzie e l'autonomia.
La redazione - 29/08/2026
| L’Italia attraversa una stagione di profonde trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche. La crisi delle culture politiche tradizionali, la crescente sfiducia nelle istituzioni e il progressivo impoverimento del confronto democratico impongono la costruzione di una nuova proposta riformatrice. La Federazione dei Riformatori nasce per riunire le grandi culture politiche che hanno edificato la Repubblica e accompagnato lo sviluppo democratico del Paese. Non nasce per alimentare nostalgie né per aggiungere un nuovo simbolo al panorama politico italiano. Nasce per ricostruire una cultura di governo capace di coniugare libertà, giustizia sociale, responsabilità, competenza ed europeismo. L’obiettivo è superare il bipolarismo degenerato in bipopulismo e restituire centralità alla politica, alle istituzioni e all’interesse nazionale. I. LE NOSTRE RADICI «Il fiume ritorna alla sorgente» scriveva Pietro Nenni. Quel ritorno rappresenta oggi il senso della nostra iniziativa politica. La Federazione dei Riformatori si riconosce nella tradizione del socialismo democratico, del repubblicanesimo, del liberalismo sociale, del popolarismo democratico e della cultura laica dello Stato. Le nostre radici affondano nell’opera di Filippo Turati e Anna Kuliscioff, di Giacomo Matteotti, Carlo Rosselli, Giuseppe Saragat, Pietro Nenni, Sandro Pertini, Riccardo Lombardi, Lors Fortuna, Guido Calogero, Norberto Bobbio, Bettino Craxi, Gianni De Michelis, Claudio Martelli, Claudio Signorile e Rino Formica. Una tradizione che ha difeso la democrazia liberale, il garantismo, l’europeismo, la libertà individuale e la giustizia sociale contro ogni forma di totalitarismo. Nel segno di Ugo La Malfa e Giovanni Spadolini intendiamo ricostruire l’incontro tra le grandi culture riformatrici italiane. II. PERCHÉ NASCE LA FEDERAZIONE La lunga diaspora socialista e la crisi del riformismo hanno lasciato un vuoto politico che nessuno è riuscito a colmare. La Federazione nasce per dare rappresentanza a quella vasta area di cittadini che non si riconosce né nella destra sovranista né nella sinistra massimalista Non nasce contro qualcuno, ma per restituire centralità alla cultura di governo. Il nostro avversario politico è il bipopulismo, che ha sostituito il confronto con la propaganda, la responsabilità con la demagogia, il governo con la comunicazione permanente. III. UN NUOVO RIFORMISMO PER L’ITALIA L’Italia ha bisogno di una nuova stagione di riforme. Occorre ricostruire il ceto medio, rilanciare il lavoro, rafforzare lo Stato sociale, ridurre le disuguaglianze, sostenere imprese, innovazione e ricerca. Il riformismo significa crescita economica accompagnata dalla giustizia sociale. Non esiste libertà senza sviluppo, né sviluppo senza equità. IV. SICUREZZA, IMMIGRAZIONE E LEGALITÀ La sicurezza è un diritto fondamentale. L’immigrazione deve essere governata attraverso accordi con i Paesi di origine e di transito, controllo dei flussi, rimpatri per chi non ha diritto a restare e reali percorsi di integrazione per chi entra legalmente. Accoglienza e legalità non sono alternative.Sono due principi che devono procedere insieme. V. ENERGIA, INDUSTRIA E TRANSIZIONE ECOLOGICA La transizione ecologica non può trasformarsi in deindustrializzazione. L’Italia deve perseguire un mix energetico fondato sulle fonti rinnovabili, sul nucleare di nuova generazione e sul rafforzamento delle infrastrutture strategiche. L’ambiente va tutelato senza compromettere competitività, occupazione e sviluppo. VI. L’EUROPA CHE VOGLIAMO L’Europa deve diventare una vera Unione politica. Occorre rafforzare il Parlamento europeo, costruire una politica estera e di difesa comune e superare progressivamente il diritto di veto nelle materie strategiche. L’europeismo non può convivere con il sovranismo. L’Italia deve tornare a essere protagonista del processo di integrazione europea. VII. LE RIFORME DELLA REPUBBLICA • Giustizia, garantismo e riforma della magistratura La battaglia referendaria per la riforma della giustizia non si è conclusa con l’esito del voto del 22 e 23 marzo. Una sconfitta referendaria non cancella la necessità di una riforma, né può archiviare un confronto che investe la qualità della nostra democrazia. Per la Federazione dei Riformatori non è un addio alle armi, ma l’inizio di una nuova stagione politica e culturale per affermare una giustizia più giusta, più garantista e pienamente coerente con i principi della Costituzione. Il Comitato Giuliano Vassalli ha partecipato a quella battaglia con piena autonomia rispetto ai partiti, mantenendo viva una tradizione socialista, laica e liberale che ha fatto del garantismo uno dei propri tratti distintivi. In quella campagna molti socialisti, insieme a personalità provenienti da altre culture riformatrici, hanno riportato al centro del dibattito pubblico il valore della libertà, della presunzione di innocenza, del giusto processo e della tutela dei diritti del cittadino. L’insuccesso referendario non cancella il valore di quell’impegno, né le ragioni che lo hanno ispirato. L’obiettivo resta quello indicato da Giuliano Vassalli: completare il passaggio da una cultura di impronta inquisitoria, ereditata dal Codice Rocco, a un processo pienamente accusatorio, fondato sulla parità tra accusa, difesa e giudice terzo e imparziale. In questa prospettiva, la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante non rappresenta una sfiducia nei confronti della magistratura, ma una garanzia per i cittadini e una condizione essenziale per rafforzare l’imparzialità della giurisdizione. A ciò si possono affiancare misure operative come l’introduzione di criteri più stringenti e trasparenti per la valutazione professionale dei magistrati, la riforma del sistema disciplinare per assicurare maggiore responsabilità e la revisione delle modalità di accesso e progressione nelle carriere, in modo da ridurre il rischio di corporativismi. Il referendum ha evidenziato una forte polarizzazione politica che ha spesso oscurato il confronto sul merito delle riforme. Eppure ha fatto emergere, con altrettanta chiarezza, l’esistenza di problemi strutturali non più rinviabili: la piena attuazione del giusto processo, la durata dei procedimenti, il fenomeno delle ingiuste detenzioni, la tutela effettiva della presunzione di innocenza, il riequilibrio dei rapporti tra accusa e difesa, il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e la necessità di ricondurre ogni protagonista istituzionale al rigoroso rispetto del proprio ruolo. In questo quadro, interventi concreti potrebbero includere la digitalizzazione integrale dei procedimenti per ridurre i tempi della giustizia, l’introduzione di limiti più rigorosi alla custodia cautelare e il rafforzamento degli strumenti di indennizzo per le vittime di errori giudiziari. La Federazione dei Riformatori considera la riforma della giustizia una delle grandi riforme dello Stato. Essa dovrà garantire, insieme, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, la responsabilità nell’esercizio delle funzioni, la piena tutela dei diritti dei cittadini e un ordinamento capace di coniugare legalità, efficienza e garanzie costituzionali. Solo così sarà possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra giustizia e cittadini e completare quella stagione riformatrice che Giuliano Vassalli aveva avviato e che il Paese attende ancora di vedere pienamente realizzata. • Riforme costituzionali e istituzionali La Federazione dei Riformatori considera indispensabile una nuova stagione di riforme istituzionali e costituzionali. Da oltre trent’anni il Paese discute della necessità di modernizzare l’assetto della Repubblica. Dai progetti promossi dai governi di Silvio Berlusconi alla revisione costituzionale proposta da Matteo Renzi, fino al premierato sostenuto dal governo di Giorgia Meloni, tutti i tentativi sono falliti perché trasformati in uno scontro politico e in un referendum sul governo del momento. Le riforme costituzionali non possono appartenere alla maggioranza di turno. Devono nascere dal più ampio consenso parlamentare e culturale possibile. La Federazione propone istituzioni più efficienti, un Parlamento restituito alla sua centralità, una legge elettorale capace di coniugare rappresentanza e governabilità, il rafforzamento dei contrappesi democratici, una giustizia autonoma e imparziale e un equilibrio tra i poteri dello Stato coerente con i principi della Costituzione repubblicana. Le regole della democrazia appartengono all’intera comunità nazionale e non possono diventare terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. VIII. UNA NUOVA CULTURA DI GOVERNO La Federazione dei Riformatori vuole contribuire al rinnovamento della politica italiana. Non intende essere una forza di testimonianza né una semplice aggregazione elettorale. Vuole costruire una nuova cultura di governo fondata sulla libertà, sulla responsabilità, sulla competenza, sul garantismo, sulla laicità dello Stato, sull’europeismo e sulla giustizia sociale. Il socialismo riformista non guarda al passato con nostalgia. Guarda alla storia come patrimonio da cui ripartire. La sua ambizione è costruire il riformismo del XXI secolo. Superare il bipopulismo. Restituire dignità alle istituzioni. Rimettere al centro la persona, il lavoro, la libertà e la Repubblica. Questa è la ragione della nascita della Federazione dei Riformatori.
Federazione dei riformatori - 15/07/2026
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