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Ponte Morandi: confermata la nostra ipotesi di rottura

Il 14 agosto del 2019, ad un anno dal crollo del ponte Morandi di Genova che provocò il decesso di 43 sfortunati, come cittadini e tecnici sentimmo il bisogno di esprimerci al riguardo. Furono attentamente studiati alcuni filmati da poco messi in linea dalla Guardia di Finanza, cercando di risalire alle possibili cause che avrebbero potuto provocare il disastro.
la comunicazione alla Procura della Repubblica di Genova      Non fu facile arrivare a conclusioni, avendo a disposizione solo immagini parziali reperibili sul web, considerazioni di altri tecnici, e reportages giornalistici.
     Tuttavia la specializzazione originaria in ingegneria strutturale è riuscita a far da guida fino a farci concludere che la probabile e possibile rottura di un tirante sud della pila n. 9 poteva aver innescato l'impressionante collassamento dell'insieme. E fu tale la convinzione di essere nel giusto da spingerci ad inviare alla Procura di Genova, di unilaterale iniziativa, la relazione redatta, pur sapendo di aver tratto conclusioni che non trovavano riscontro nei pareri trovati in linea, espressi da altri colleghi.
     La risposta cortese del Procuratore di Genova ha ampiamente compensato: se non altro da semplici cittadini ci si era esposti, senza chiedere nulla in cambio.
     Continuando con le riflessioni tecniche nel tempo, nel febbraio del 2020 la Relazione suddetta è stata ampliata, aggiungendovi altre considerazioni tecniche ed immagini maggiormente esplicative, mantenendo intatte le originarie nostre conclusioni sulle cause del disastro.
     Ieri, su televideo RAI, la soddisfazione di vedere condivise le medesime considerazioni dai periti del GIP, che hanno sostanzialmente attribuito alla "corrosione sulla parte superiore del tirante sud della Pila 9" la causa scatenante del crollo, proprio come indicato nella relazione del sottoscritto.
     Tra le raccomandazioni da noi espresse, vi era quella di non agire per vendetta, in quanto ritenemmo molto improbabile che un ingegnere abbia potuto rischiare a punto tale da arrivare al disastro mortale. Secondo noi, semplicemente, chi aveva il compito di controllare quella struttura non si è reso conto di essere giunto al limite di resistenza dei materiali.
     Non si deve fare alcuna caccia alle streghe, perchè l'errore, in quanto prodotto umano, è sempre in agguato pronto a colpire. Semmai bisognerà prender lezione e fare più attenzione in futuro.

ing. Giovanni Corrao - 22/12/2020



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Meccanismo di rottura del Ponte Morandi



la comunicazione alla Procura della Repubblica di Genova

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