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Le elezioni politiche del 2018 viste con occhio massonico

     A Gianfranco Murtas vanno fatti doverosi e sentiti ringraziamenti per l’articolo Massoneria ed elezioni politiche, col quale finalmente inizia ad illuminare gli oscuri ambienti massonici, cercando di trascinarli fuori dell'estrema riservatezza, consegnandoci nel contempo un segmento di storia sociale e politica del paese, sempre tenuto gelosamente al buio. Forse proprio la parte più importante e decisiva.
     E lo si deve a Gf Murtas se il sito www.edere.it, gestito per colmo da un profano, è diventato un punto di riferimento per illuminati ed oscurati.
     Non solo: dobbiamo ammettere che ci vuol coraggio a consegnare alla tastiera argomenti inediti pro e contro una associazione storica, come quella liberomuratoria, che con le sue trame continua a guidare le sorti della nostra Italia, e con i suoi legami internazionali crea una coltre impalpabile di potere, che si avvicina tanto al concetto di "dominio", sapientemente formulato dal professore universitario Maurizio Viroli, nel suo testo "Repubblicanesimo", ed. La Terza. Perché assumersi il compito di descrivere, ed in un certo senso giudicare e giustificare, questa rete intercomunicante di potere trasversale, vuol dire uscire dal qualunquismo sociale, e dall'obbedienza unilaterale.
     Mentre invitiamo tutti a leggere attentamente le parole dell'amico Murtas, che secondo noi ha diritto ad essere catalogato fra i grandi per l’infaticabile lavoro storico-politico portato avanti con la massima obiettività umanamente possibile, sullo slancio ci permettiamo di fare, anche noi, qualche considerazione sulle recenti elezioni politiche, prendendo come punto di vista proprio l'occhio massonico.
     Partiamo da una distinzione: una cosa è il massone, inteso come persona fisica, altra cosa è il "sistema" massonico. Pertanto ci affianchiamo e conveniamo col saggio Murtas, quando sostiene che nelle fratellanze hanno agito persone di indiscutibile livello politico, etico, sociale, e culturale. Inutile negarlo o far finta di nulla: viviamo fra "fratelli" rispettabili come singole entità, uomini ai quali si deve guardare con stima e rispetto.
     E’ invece necessario essere molto più cauti nel formulare un giudizio di insieme dell'ambiente massonico, che non appare all'esterno per quel che realmente è, sia per la sua capacità di occultarsi, sia per le raffinate tecniche di mascheramento messe in atto per non comparire. Tale capacità di nascondersi, parliamo di quella che i fratelli chiamano “estrema riservatezza”, può provocare aberrazioni associative che generano sistemi verticistici di supremazia, in grado di degenerare in forme di imposizione dell’obbedienza.
     Ed è davvero stupefacente intuire dal di fuori la finezza dei metodi adoperati per indurre i fratelli di base all’obbedienza, senza che essi si rendano conto di essere a volte strumenti di un sistema degenerativo il quale, grazie al proprio potere intrinseco, tende a depauperare proprio l’ambiente in cui si nutre: la società.
     Da un punto di vista politico e repubblicano, si deve essere d’accordo con la difesa d’ufficio di Gf Murtas: perché tutti gli individui devono avere pari dignità, prescindendo da forme di razzismo o settarismo. Tutti i cittadini devono essere uguali davanti alle leggi e alle regole che democraticamente ci diamo, e ci siamo dati: quindi anche noi aborriamo lotte fantomatiche, generiche, di religione o di classe, contro massoni, contro individui di colore, contro i più deboli o i meno fortunati.
     Ma altresì, guardiani dei diritti e dei doveri di mazziniana cultura, pretendiamo che la massoneria moderi il suo potere, rinunciando al dominio sociale. Hanno diritto al lavoro figli di massoni e figli di profani. Hanno diritto alla scalata sociale fratelli e non fratelli. Hanno diritto ad occupare i posti chiave uomini e donne capaci che abbiano reali doti e qualità: nell’interesse di tutti.
     Se da parte massonica si continua con l’inconsulta occupazione del potere, con l’appannaggio esclusivo in favore di adepti obbedienti, divergendo dalla linea storica delle credenze liberomuratorie, prima della distruzione della società, che nel caso di quella italiana ha fantasia e risorse per rigenerarsi, si arriverà alla completa distruzione della massoneria stessa, dilaniata al suo interno da lotte intestine, per l’impossibilità di accontentare la grande massa di fratelli obbedienti, che in cambio chiede, chiede, chiede, chiede.
     I numeri elettorali della recente competizione politica nazionale sono ormai chiari. Il vero partito vincitore è il Movimento 5 stelle: inutile tentare di negarlo. Permanentemente in crescita, nonostante il fuoco incrociato a cui è stato sottoposto da stampa e Tv, è stato visto da molti italiani, meridionali soprattutto, come ultimo ed unico appiglio di salvezza per ancorarsi nel mare agitato del malcontento sociale. Un modo chiaro per mostrare il disappunto.
     Poi, per il perverso gioco delle tre carte, che trova seguito soprattutto fra i giornalisti rampanti, troppo spesso pronti a vendere la propria penna al miglior offerente, il partito di Salvini, La Lega, è stato dipinto come quello vincitore, alla pari dei 5 stelle, pur prendendo circa la metà dei consensi elettorali dei grillini, addirittura meno dal Partito democratico, dato per sconfitto. E nessuno che faccia presente che in un sistema elettorale proporzionale, solitamente incapace di fornire un vincitore assoluto, bisogna moderare i toni e mediare, ingoiando rospi, cedendo ai ricatti.
     Senza scendere in considerazioni del tutto personali, l’ipotesi che riteniamo più probabile è quella di un governo di centrodestra sostenuto dal Pd, con formule allo studio che non facciano perdere la faccia da una parte e dall’altra, con un presidente del consiglio che non sia Matteo Salvini.

Elezioni politiche 2018 - Risultati elettorali provvisori

dati elettorali provvisori


di Giovanni Corrao - 18/03/2018



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