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Eutanasia del Pri

     Come spiegato precedentemente (Avviso di sfratto), la P2, già dal 2011, si era posizionata contro il fratello Berlusconi per evitare il disastro del centrodestra alle imminenti elezioni del 2013. A quei tempi B. era fermamente convinto di essere lui l'uomo forte del paese, che i voti fossero di sua esclusiva proprietà, sue le TV, i giornali, il commercio, la pubblicità, e via dicendo. Non aveva invece capito di essere stato soltanto una creatura della potente loggia massonica, alla quale doveva deferente “obbedienza”, e che in quell’occasione era destinato a sgombrare il campo per i danni procurati al paese, soprattutto di tipo fiscale. Ma lui, caparbio ed ottimista, fece di tutto per resistere e restare a capo dell’area dei moderati.
     Finché il prode Gianfranco Fini, lui sì “obbediente”, ricevuto l'ordine di abbandonare con le sue truppe il Governo, dirama l’ordine tassativo. Ma non tutti i suoi seguaci capiscono quali siano le reali motivazioni di fondo, cosicché alcuni di loro, non conoscendo i reali retroscena, si aggrappano a B. che appare ancora l'uomo forte.
     A quel punto Berlusconi si trova in difficoltà dal punto di vista numerico. Basterebbero una ventina di "nuovi adepti" per mantenere la maggioranza governativa, e dunque il potere. In questo frangente accade qualcosa che segnerà la fine del Pri, una sparuta pattuglia di repubblicani ancora fedeli all'insegnamento lamalfiano del secondo dopoguerra.
     Nucara, segretario nazionale Pri, cede, seppur di malavoglia, alle lusinghe berlusconiane, gettandosi nella giungla parlamentare a caccia di una ventina di responsabili, capaci di garantire maggioranza al Cavaliere. Sappiamo oggi che Il tentativo non andò a buon fine: ma i signori della P2, che forse avevano raccomandato al leader calabrese di farsi gli affari suoi, la presero a male, sentenziando la fine del Pri, al quale, tutto sommato, avevano garantito sopravvivenza grazie a qualche poltrona parlamentare.
     Il seguito della storia è nota. In campagna elettorale il Pri, tramite Voce repubblicana, prende con scorrettezza le distanze da B. per garantirsi i benefici dell'uomo su cui provvisoriamente punta ora la P2, forse aiutata in questo dai servigi dell'ex Capo dello Stato.
     Sappiamo che Nucara trovò da Monti la porta sbarrata, ed a nulla servì il tentativo in extremis di ritornare all'ovile berlusconiano, per mantenere qualche poltrona parlamentare. Senza poltrone, niente soldi, spuntano i debiti, l’edera appassisce.
     Morale: chi non ha le idee chiare, vive sempre al buio!

di Giovanni Corrao - 6/07/2015



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