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Dove sta andando la politica italiana?

     A far capire tutto ci pensa la faccia di Berlusconi, simile a quella di uno che ha dovuto ingoiare un grosso rospo.
     Il rospo è facilmente identificabile: l'obbligo tassativo di mettersi da parte ed appoggiare il nuovo premier Mario Monti. Più difficile, invece, è capire chi mai abbia avuto il potere di farglielo ingoiare.
     Anni ed anni di bombardamento televisivo e giornalistico avevano ormai convinto tutti gli italiani che l'inossidabile Cavaliere era, nel bene e nel male, l'uomo forte del paese: bastava una sua battuta, una gaffe, una risata coinvolgente, per fare impennare il suo indice di gradimento. Fino a qualche mese fa era il leader incontrastato ed incontrastabile del maggior partito di centrodestra: oggi non ne è più neanche il segretario! Il tutto nel giro di pochi mesi! Ma come è potuto accadere? (vedi anche l'articolo "Avviso di sfratto").
     Gli ultimi avvenimenti, a nostro avviso, rimettono in discussione l'intero quadro politico dell'ultimo ventennio, così come ci è stato rappresentato dai media. Forse qualcosa ci è sfuggito, oppure abbiamo dato per scontato passaggi delicati che andavano analizzati con maggior cura: crediamo che alcuni momenti politici abbiano bisogno di essere rivisitati alla luce di quanto è recentemente successo. Vediamo.
1) La scomparsa della Democrazia cristiana - E' avvenuta nei primi anni '90 del secolo scorso, in concomitanza con il definitivo declino di due uomini politici che fanno ormai parte della storia d'Italia: Andreotti e Craxi. Nessuno è mai riuscito a sconfiggerli sul piano politico: solo la magistratura, accusando il primo di gravi delitti non provati, ed il secondo di essere troppo attaccato alle tangenti, li ha esonerati dalla politica attiva. Con l'estinzione della Dc, ispirata ai valori cristiani, è terminato un ciclo durato oltre quarant'anni, e contestualmente è scomparso nel paese anche un certo modo di fare politica, che consisteva essenzialmente nella ricerca delle soluzioni effettuata da parte dei politici eletti. Non è mai stato abbastanza analizzato, a nostro avviso, il trapasso, con una velocità inusitata nel nostro paese, da un grosso e radicato partito politico fatto di forti politici e correnti, ad un partito di nuova concezione, Forza Italia, nel quale Berlusconi ha fatto da padre-padrone. Tutti, tacitamente, abbiamo attribuito quell'incredibile trasformazione al clamore giudiziario dei primi anni '90, noto come "tangentopoli". Invece quel repentino cambiamento potrebbe essere stato causato da altri fattori: la mutazione da Dc a Fi, nei termini in cui è avvenuta, sarebbe realmente stata possibile solo se gli ispiratori reali dei due partiti fossero stati gli stessi, ed avessero deciso semplicemente di presentarsi con un volto nuovo alle elezioni del '94. Prendendo anche due piccioni con una fava grazie alla legge Bassanini del '97, con la quale si è tolto dalle mani dei politici il potere che contava, per affidarlo subdolamente alla gestione dei dirigenti pubblici, che sono purtroppo condizionati dalla propria necessità di carriera (vedi anche l'articolo "I veri sfigati").
2) Elezioni politiche del 1994 - Sappiamo che vinse Berlusconi con la "sua" Forza Italia, alleata al nord con la Lega di Bossi ed al sud con Alleanza nazionale: aveva vinto la radicale voglia di cambiamento degli italiani. Ma le cose andarono male a quel primo governo Berlusconi, perchè la Lega si defilò pochi mesi dopo.
3) Elezioni politiche del 1996 - La spunta L'Ulivo. Il centrosinistra ha la grande chance per dimostrare il proprio valore. Ma questa volta a far cadere il governo Prodi ci pensano i comunisti di Bertinotti, dopo soli due anni di sostegno esterno. A questo punto accade qualcosa nel processo politico del paese che forse segnerà per anni la sua storia democratica: D'Alema, pur di diventare Presidente del Consiglio dei ministri, accetta l'offerta del centrodestra, ben consapevole dei rischi a cui va incontro, non solo lui, ma tutto il centrosinistra. Chi effettivamente comanda alle spalle di Berlusconi, con una intelligenza che gli si deve riconoscere, per sostenere il Governo D'Alema dà incarico ad uno dei propri uomini di spicco e di assoluta fiducia di formare una piccola nuova coalizione politica, l'Udr con parlamentari del centrodestra (1). Nessuno ha mai gridato allo scandalo! Nessuno ha mai sospettato per quella manovra assolutamente fuori dai canoni tradizionali. Forza Italia si è guardata bene dal gridare al tradimento: semplicemente perchè si trattava di un accordo sottobanco! Eppure quella evidente intesa segreta tra centrodestra e centrosinistra, che fu favorita dai precedenti abboccamenti intercorsi tra forze politiche sulle riforme costituzionali allo studio nella "Commissione bicamerale" di cui D'Alema era Presidente, portò alla disfatta della democrazia nel nostro paese. Da quel momento l'intesa sotterranea ha guidato le due maggiori formazioni politiche del paese, l'allora Fi oggi Pdl da una parte, i Ds oggi Pd dopo la fusione con la Margherita dall'altra. Una volta stipulato l'accordo tra chi comanda nel centrodestra e D'Alema, nel nostro paese non vi sono state più maggioranza ed opposizione, ma solo due specchietti per le allodole. Indipendentemente da chi vinca le elezioni, sottobanco la spartizione è garantita: a questo punto, e sotto un solo padrone, è stato fatto di tutto per sbarazzarsi dei piccoli partiti, che inconsapevolmente ma efficacemente si oppongono allo strapotere dei due partiti maggiori. Autoeliminatosi D'Alema, dopo la breve parentesi Amato, si arriva alle nuove elezioni.
4) Elezioni politiche del 2001 - Con il centrosinistra in piena crisi, trionfa finalmente il centrodestra, che può governare in tranquillità per cinque anni.
5) Elezioni politiche del 2006 - E' la volta del centrosinistra, e di un nuovo governo Prodi: ma accade qualcosa che evidenzia ancora una volta l'accordo latente tra centrodestra e centrosinistra. Infatti nella fine del 2007 i Ds e la Margherita si fondono nel Partito democratico, ed eleggono loro segretario Walter Veltroni. Il quale si mette a trattare da subito, ed in grande segreto, con quelli del centrodestra per arrivare ad una legge elettorale in grado di annullare il potere politico di interdizione delle forze minori, attribuendo un premio di maggioranza solo al partito più grande della coalizione vincente. I partiti piccoli, naturalmente, si inalberano e, su defezione di Mastella, il governo cade.
6) Elezioni politiche del 2008 - Dopo il nuovo crollo del centrosinistra, fa nuovamente festa Berlusconi, unito alla Lega, dopo aver conglobato An nel Popolo delle libertà. Casini, al centro con la sua Udc, non vuole entrare nel governo.
     Ed arriviamo ai nostri giorni. Berlusconi e Tremonti, grazie al potere mediatico di cui dispongono, continuano a rassicurare gli italiani: conti a posto e tasse mai aumentate, sostengono. La realtà è un'altra, e vede il paese sull'orlo di un baratro economico e finanziario. Tuttavia Berlusconi è convinto di essere lui il vero padrone dell'Italia e che riuscirà ancora una volta a convincere gli italiani che è tutta colpa dei comunisti.
     Forse qualcuno molto in alto, preoccupato, cerca di farlo ragionare, addirittura si spinge a promettergli la carica di Presidente della Repubblica (2): ma il Cavaliere non sente ragioni, vuole arrivare alle prossime elezioni del 2013 da Premier. A questo qualcuno, seriamente preoccupato del comportamento di Berlusconi, non resta che agire, perché le prossime elezioni politiche del 2013 si potrebbero rivelare catastrofiche per il centrodestra.
     Intanto l'opposizione al Governo in carica è talmente blanda da far apparire netta e chiara la certezza che tra Pdl e Pd l'accordo sottobanco regge ancora. Il Pd continua a dormire, non avanza proposte, aspetta serafico gli eventi, addirittura sostiene paradossalmente di prevedere una vittoria sicura in caso di elezioni anticipate, che non chiede mai. Bersani sembra così fiacco e rassegnato da far dimenticare addirittura la sua provenienza dallo storico Partito comunista italiano, che di opposizione se ne intendeva!
     Come volevasi dimostrare, la vera bordata contro Berlusconi, a metà del 2010, arriva proprio dal fuoco amico: Fini esce dal Pdl. Le reali motivazioni del bisticcio non sono mai state chiarite. Se invece si ipotizzasse questa manovra come facente parte di un disegno politico teso a mettere Berlusconi da parte, i conti tornerebbero.
     Ma Berlusconi ha nove vite: e riesce a radunare una pattuglia di transfughi, i "Responsabili", che gli consente ancora di avere una maggioranza parlamentare, seppure di stretta misura. Ai soliti ignoti non resta che studiare opportune contromisure. Intanto fanno scaldare nei box Mario Monti (attenzione: intervistato sulle reti Rai da Lucia Annunziata - vedi l'articolo "Finanza ed economia"), proprio colui che nel 1994 fu fiduciariamente inviato da Berlusconi alla Presidenza della Commissione europea. I conti continuano a tornare! Non resta che attendere la prossima opportunità per mettere da parte il Cavaliere.
     Opportunità che viene offerta su un piatto d'argento dall'impennata improvvisa degli interessi sui Titoli di Stato. Ora ci facciamo una domanda difficile: è possibile che nel balzo incredibile di andata e ritorno dello spread (siamo a fine del 2011 - primi 2012) ci sia lo zampino birichino delle banche, sapientemente guidato? Noi non abbiamo elementi concreti per rispondere: ma pensiamo sia legittimo il dubbio su possibili forzature, mentre ci appare insufficiente la sola la presenza di un nuovo Governo, che per il momento ha solo promesso di fare le riforme, per veder già riequilibrata la barca inclinata. Tra l'altro, crediamo che sul piano delle promesse Berlusconi e Tremonti siano stati la massima espressione possibile in materia!
     Ed ecco rispuntare l'accordo sempre più solido fra Pdl e Pd, sottoforma di un tripartito di sostegno al Governo tecnico di Mario Monti, nel quale il Polo di centro di Casini ha l'esclusivo compito di rappresentare la foglia di fico.
     Chi starebbe alle spalle di Berlusconi, una volta messi in ginocchio magistratura, sindacati, e la parte di massoneria ancora non contaminata dall'esasperato affarismo, avuta la sicurezza di avere in mano i media ed i più grossi partiti di centrodestra e centrosinistra (3), forse sta iniziando a comunicarci tramite stampa il prossimo obiettivo: il Presidenzialismo, una sorta di moderna forma di dominio, questa volta applicata al pensiero e non alla sottomissione fisica (4).
     Un capitolo a parte vorremmo dedicare all'attuale Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che secondo Massimo Lenzi è stato il vero regista dell'uscita di scena di Berlusconi (4). Secondo tale tesi, alle spalle di Berlusconi avrebbe agito con determinazione soltanto il Presidente della Repubblica. Ma noi riteniamo troppo semplicistica questa ipotesi, anche se a tratti il Presidente sembra una persona di eccezionale importanza nella vicenda dell'ultimo trapasso di Governo, circostanza peraltro necessariamente determinata dalla carica di Presidente che ricopre. Noi crediamo invece che, al di sopra della Presidenza della Repubblica, ci sia un centro di potere molto bene organizzato capace di agire nell'ombra, con determinazione ed acuta intelligenza. Serva da esempio la inquietante situazione che potrebbe essersi creata ove fosse vero che Licio Gelli sia stato realmente in grado di offrire la carica di Presidente della Repubblica a Tina Anselmi (2): sarebbe legittimo per analogia supporre, in questo ipotetico caso, che egli avrebbe potuto intromettersi anche nelle trattative immediatamente successive alle elezioni del 2006 (vedi anche l'articolo "Qui gladio ferit gladio perit"). Anzi, ora che ci pensiamo, anche Francesco Cossiga ha avuto alte cariche compresa quella di Presidente della Repubblica ...
     In ogni caso l'impostazione che il Presidente ha dato al "suo" Governo tecnico, quello di Mario Monti, ci ha fatto riflettere a lungo. Perchè, domanda n. 1, un uomo di sinistra, migliorista ma di formazione comunista, ha scelto proprio un uomo di destra liberale per formare l'attuale Governo tecnico provvisorio? Domanda n. 2: come mai ha dichiarato la sua contrarietà alla dispendiosità della Cassa integrazione guadagni? Domanda n. 3: perchè ha nominato senatore a vita il Preside della Bocconi prima di nominarlo Presidente del Consiglio? Domanda n. 4: come mai, contraddicendo le sue opinioni politiche originarie, Napolitano si è convinto che l'impostazione del neoGoverno sulla riorganizzazione delle norme sul lavoro, e soprattutto l'azione netta sul celeberrimo articolo 18, sia quella giusta? A ben guardare, la possibilità di licenziare il personale abbasserebbe di molto il ricorso alla Cassa integrazione guadagni ... come dire due facce del medesimo problema, risolto a spese dei lavoratori! Viene dunque spontanea la domanda finale: ma il Presidente Napolitano da che parte sta?
     Alla luce di questi avvenimenti, anche la caduta prematura dei due Governi Prodi, del 1996 e del 2006, fa nascere sospetti: vuoi vedere che solo oggi scorgiamo una situazione che è già in essere da molti anni?
     "Stai attento" mi disse nel 1994 il mio indimenticato amico Salvatore Ghirra: "questi ci levano i diritti".
     ... e forse ce li hanno già levati.
Giovanni Corrao - 27/03/2012



(1) Il Venerabile Licio Gelli, già leader della Loggia P2, nell'intervista rilasciata a Il Tempo nel gennaio del 2011, sostiene che "politici validi, come Cossiga e Andreotti, non ce ne sono più". Sembrerebbe un significativo ringraziamento.
(2) Nell'intervista citata, Licio Gelli fa capire che fece di tutto per arginare i danni della Commissione d'indagine sulla P2, tanto che arrivò a proporre a Tina Anselmi la carica di Presidente della Repubblica, la quale come sappiamo non accettò, scomparendo per punizione dal panorama politico.
(3) Dal Piano di rinascita democratica della P2: "... in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi (40 mld di lire degli anni '70, ndr) per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.
(4) vedi Massimo Lenzi su l'Unione sarda del 26/03/2012: "Agendo sempre dentro la Costituzione ma portando al massimo le proprie prerogative, Napolitano è stato il regista dell’uscita di Berlusconi dal Governo, sotto i colpi dello spread stellare e del superamento dello stallo parlamentare con la nascita dell’Esecutivo di Mario Monti, nominato prima senatore a vita." ... "Se i partiti, così profondamente in crisi come lo stesso Napolitano ben sa, avranno il coraggio di ricollegarsi alla società e di fare riforme senza l’ombrello di tecnici e di governi del presidente, beh allora il seminato di re Giorgio potrà diventare il solco di una riforma costituzionale in senso presidenzialista dell’Italia. In un mondo sempre più globalizzato e concorrenziale ne abbiamo bisogno come il pane".


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