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«Nel mezzo del cammin di nostra vita» vi sono coincidenze che lasciano perplessi. Sono quei piccoli ma importanti segnali, spesso ritenuti insignificanti, che inducono a supporre come l’esistenza sia regolata da leggi ancora sconosciute. Proprio ieri mia moglie Donatella mi ha riferito telefonicamente che Gianni Liguori chiedeva conferma della data del mio compleanno, il 7 giugno, rispetto a quella molto vicina della scomparsa del caro e indimenticato amico Alberto Tasca, avvenuta il 5 giugno 2007. Fin qui nulla di strano. Ma quando stamattina, proprio oggi, 5 giugno 2026, facendo un po’ di spazio nel mio archivio digitale, mi è comparsa la fotografia della lapide funeraria di Alberto, ho pensato che vi sia ancora molto da scandagliare nei legami che intercorrono fra gli esseri umani, vivi o morti che siano. La sua scomparsa a soli 55 anni, così improvvisa, è stata per tutti noi un momento di dolorosa incredulità. Ci ha reso evidente, ancora una volta, la fragilità della vita, ponendoci di fronte all’incertezza del futuro, che può dissolversi da un momento all’altro. Ma il carattere di Alberto, il suo modo di approfondire le questioni, la sua bravura oratoria, il suo essere repubblicano prima di ogni altra appartenenza, il suo rigore logico, meritano di essere ricordati da quanti lo hanno conosciuto e stimato. E poi il suo coraggio. Dipendente dell’Esattoria consorziale, e dunque titolare di uno stipendio sicuro, ebbe la forza di rinunciare a quelle apparenti certezze per lanciarsi nel campo della cooperazione, dedicandosi con passione alla gestione e alla valorizzazione di beni culturali, archivi, biblioteche, musei e aree archeologiche. Mondi completamente diversi, affrontati però con lo stesso impegno totale. Il caro Alberto non ha vissuto a lungo ed è venuto a mancare proprio negli anni della piena maturità, quando avrebbe potuto esprimere ancor più compiutamente le sue qualità. Ci ha tuttavia lasciato un patrimonio di capacità e di umanità sul quale vale la pena riflettere. Quel suo modo di esprimersi con chiarezza e a testa alta lasciava trasparire una vita vissuta all’insegna dell’onestà e della sincerità: virtù che da sole testimoniano gli alti valori che ne hanno guidato il cammino. Per ricordarlo e salutarlo affettuosamente, gli amici repubblicani depongono idealmente sulla sua tomba un ramo di edere verdi. ![]()
di Giovanni Corrao - 05/06/2026
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