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Lello Puddu, repubblicano puro

Il ricordo di Lello Puddu su La Nuova Sardegna

Il ricordo di Lello Puddu su L'Unione sarda      La scomparsa di Lello Puddu, sostenitore impareggiabile dei principi laici del vivere civile, lascia tutti orfani in Sardegna: repubblicani e non.
     Il venir meno del caro Lello crea un vuoto in un momento in cui i valori sociali ed etici, tramandatici da un risorgimento che appare troppo lontano storicamente, ma sempre vicino per intensitā di ideali e profonditā di contenuti, avrebbero bisogno di una nuova rivalutazione.
     Il grande repubblicano, saggio oratore, ed umile portatore degli interessi sani dell'isola, della "sua" isola, ha iniziato a far politica fin da ragazzo, quando ancora portava i pantaloncini corti. Senza mezzi, ed a proprie spese, ha iniziato a propagandare le idee repubblicane e gli insegnamenti dell'apostolo dell'unitā d'Italia, Giuseppe Mazzini, in tutta l'isola, quando era un'impresa temeraria percorrere le strade interne, quasi sempre bianche, tortuose e malandate.
     Essere repubblicani č sempre stato difficile. Sia in quanto la piccola pattuglia di seguaci lamalfiani ha potuto contare su miseri bottini elettorali, che solo durante il periodo spadoliniano hanno superato l'asticella del 5%, sia perché l'ideologia repubblicana presuppone un grande rispetto ed una sorta di religiositā laica verso i beni comuni, appunto la "res pubblica". Il politico repubblicano č al servizio della societā, con disprezzo dell'interesse personale, e spirito di sacrificio disinteressato.
     Nello studio di Lello Puddu era possibile ammirare tanti personaggi di area repubblicana, immortalati in foto storiche in sua compagnia. In una Lello faceva bella mostra a fianco di uno dei padri propugnatori del rigore economico nel paese, quell'Ugo La Malfa, tenace siciliano, che spese la sua vita mettendo in guardia dal dissesto dei conti pubblici. In un'altra lo si poteva ammirare, rigorosamente in bianco e nero, con il ministro dell'industria Dodo Battaglia.
     Negli ultimi tempi, nonostante gli sbandamenti politici dei repubblicani, schierati ora di qua nell'area della sinistra democratica non socialista, ora di lā vicini alle idee liberaldemocratiche del centrodestra, non venne mai meno il suo legame politico ed affettivo per Giogio La Malfa.
     La sua passione per la politica pura, per i valori moralizzanti, fondanti per un paese a democrazia compiuta, la si poteva ammirare negli ultimi anni di vita, quando ormai costretto in una sedia rotelle che si sostituiva ad un fisico debole e debilitato, partecipava con assoluta volontā di partecipazione a dibattiti politici e culturali ai quali forniva impareggiabile contributo di storico, di uomo saggio, di pensatore retto della societā italiana.
     Il suo pensiero andava sempre agli uomini che avevano reso grande la Sardegna: fra tutti quel Giorgio Asproni, deputato sardo, che ha lasciato viva traccia del suo passaggio. La sua ineguagliabile memoria custodiva inediti segreti e vicende vissute, che elargiva con magnanimitā ad attenti ascoltatori nei dibattiti e nei congressi.
     A margine alleghiamo gli articoli usciti sui quotidiani locali e su Il Pensiero mazziniano, a ricordo dell'indimenticabile repubblicano.
Il ricordo di Lello Puddu su Il Pensiero mazziniano
di Giovanni Corrao - 15/03/2018



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