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Giorgio La Malfa in Sardegna dopo il divorzio con Nucara

     Li porta molto bene gli anni Giorgio La Malfa. E con il vigore di sempre, ha voluto incontrare i vecchi amici sardi prima dell’incontro che si svolgerà a Roma il 22 fra repubblicani di tutte le posizioni politiche.
     La riunione si è svolta a Santa Giusta, a sud di Oristano. Giorgio La Malfa ha subito iniziato la sua breve relazione ragionando sulle scelte del passato che lo hanno convinto anni fa a lasciare il centrosinistra, per collocare il Pri a lato delle forze politiche del centrodestra. "Il fatto è che quelli del centrosinistra non ci hanno mai visto di buon occhio perché noi abbiamo sempre lavorato per un’altra sinistra". Poi ha ricordato l’affermazione di un importante leader dei Ds: "voi siete più utili fuori che dentro". In sostanza la sensazione era, a suo dire, che i Ds volessero solo l’apporto dei cattolici, ed avrebbero provveduto a far scomparire le forze minori. Ed in un sistema bipolare non ci sono molte possibilità di scelta: o di qua o di là.
     Secondo La Malfa, Luciana Sbarbati avrebbe fatto meglio a rimanere nel Pri, anche se in minoranza, perché lui l’alleanza con Berlusconi l’ha sempre reputata provvisoria; e se ci fosse stata dentro al Pri una corposa parte contraria all’accordo col centrodestra, loro sarebbero stati costretti a mantenere una maggiore indipendenza.
     Il discorso poi è passato sulle problematiche generali. Giorgio La Malfa, da economista qual è, ha esposto le sue considerazioni sul percorso economico della nazione, sostenendo che nel dopoguerra lo sviluppo è stato sostenuto da una politica italiana basata su svalutazione e alto debito pubblico, per passare poi alla moneta unica, la quale ci ha costretti alla stabilità monetaria ed alla parità dei bilanci. In più oggi si aggiunge il fenomeno della globalizzazione, ed il processo di restituzione ai paesi poveri delle ricchezze accumulate col colonialismo.
     Inoltre il paese sarebbe arrivato all’appuntamento senza aver risolto il problema del mezzogiorno e senza uno sviluppo industriale. L’Italia pertanto è entrata nella fase postnazionale, questa è la sua considerazione economica fondamentale, portandosi dietro le problematiche storiche.
     Il Pri, a suo dire, ha tentato l’alleanza col centrosinistra, ma non ci è riuscito. I repubblicani ritengono che nel capitalismo bisogna tosare le pecore, non mangiarsele! I problemi, pertanto, si possono risolvere con la crescita, abbassando dunque le tasse e creando sviluppo.
     Berlusconi, continua Giorgio La Malfa, ci ha illusi, ed è ormai chiaro che difficilmente potrà farcela a restare in piedi. Compito dei repubblicani, ora, dovrebbe essere quello di mettere insieme le forze politiche che hanno consapevolezza della situazione reale. Ma egli non ritiene che entrare nel terzo polo sia la soluzione giusta, perché esso è composto da forze politiche di risulta.
     Invece, ed ecco la proposta, sarebbe utile riuscire a far alleare il Pd con il terzo polo, senza coinvolgere forze troppo diverse, come l’Idv e la sinistra di Vendola. Unendo, in sostanza, Bersani, Fini, Casini, Rutelli, ed i repubblicani, si creerebbe un forte polo di riferimento politico, che potrebbe funzionare. Con una tale alleanza forse si potrebbe anche battere il Cavaliere alle elezioni .
     E’ possibile ricostruire un nuovo partito repubblicano? Forse bisognerebbe cambiare la legge elettorale. Ed il 22 prossimo, il tentativo è quello di posizionare il Pri all’opposizione, ma non nel terzo polo.

sintesi a cura di Giovanni Corrao - 15/01/2011


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