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Il futuro: un ritorno al passato

I fatti

     Andrea Manzella, su La Repubblica del 7 u.s. sostiene che ad una crisi parlamentare non necessariamente debbano seguire elezioni anticipate. Ove fosse presente in Parlamento un’altra maggioranza le si dovrebbe dare la possibilità di provare a governare il paese.
     Paolo Figus, su L’Unione Sarda dell’8 u.s. sostiene che “a settembre, quando le vacanze saranno già dimenticate, ci sarà chiarezza e si saprà se Berlusconi potrà arrivare alla fine della legislatura, oppure se ci saranno le elezioni anticipate, oppure ancora - come spera l'area di centro formata da Fini, Casini e Rutelli - se ci sarà un nuovo governo tecnico, formato semmai col contributo della sinistra.”. In sostanza viene ventilata la possibilità che si possa formare un inedito governo di centro, sostenuto dall’appoggio esterno del Pd e dell’Idv.
     Gaetano Di Chiara, dalle colonne de L’Unione Sarda del giorno successivo, sostiene che “senza i voti del Pdl e della Lega, un governo di transizione non avrebbe la maggioranza al Senato e potrebbe essere a rischio alla Camera”.
     La stampa di area cattolica si risveglia dal torpore, cerca di superare la profonda crisi di immagine causata dalle rivelazioni sui casi di pedofilia, e parte all’attacco, facendo notare in Italia la mancanza attuale di una vera classe politica degna di questo nome.
     Il sito www.italiafutura.it, associazione vicina a Luca Cordero di Montezemolo, chiede un minimo di dignità da parte delle forze di maggioranza governativa: no alle elezioni e ripresa dell’azione di governo, senza schizzi di fango.
     Il Pd prima lancia un Governo dalle larghe intese, che avrebbe dovuto necessariamente comprendere anche i Finiani, poi ripiega su un Governo Tremonti.
     Di Pietro ondeggia: non ha una visione strategica della situazione. Vendola ha carattere, ma parla una lingua obsoleta, incomprensibile.

Il commento

     La situazione secondo noi è critica. Difficilmente si potrà ricomporre la frattura tra Berlusconi e Fini: frattura che tutti e due hanno contribuito a creare. Fini, per avere il tempo di recuperare dignità politica, dopo l’attacco dei giornali del Padrone riguardo la casa di Montecarlo, dovrà tentare di sostenere il Governo attuale, facendolo traballare, ma evitando accuratamente di dare pretesti per il crollo definitivo, oltremodo rovinoso per la nazione.
     Secondo il nostro parere Fini ha preso la questione legalitaria a pretesto per aprire la contesa, ma il motivo di fondo è un altro: i sondaggi. Gli italiani incominciano a rendersi conto che Berlusconi e Tremonti, appoggiati dai soliti affaristi discendenti direttamente dall’intramontabile loggia massonica P2, non hanno a cuore le sorti del paese, e pensano solo ai loro interessi.
da L'Espresso      I due "geni" cercano di nascondere il dissesto finanziario da loro causato dando la colpa all’evasione fiscale. Dimenticano di aver aumentato le tasse oltre ogni accettabile misura senza essere riusciti a mantenere alto il volano degli interventi pubblici. l’Irpef, per esempio, aumenta automaticamente la sua aggressione ogni anno di una percentuale pari circa all’inflazione (vedi Wikipedia: drenaggio fiscale). L’ultimo riallineamento della curva Irpef fu fatto da Prodi durante il suo governo 1996-1998, riallineamento prontamente bloccato da Berlusconi appena eletto nel 2001. Da allora l’Irpef è praticamente aumentata di circa il 20%, col risultato che quando la tassazione supera il limite economicamente sostenibile, diminuisce il gettito fiscale: come sta regolarmente accadendo.
     Gli enti locali sono bloccati dallo scellerato “patto di stabilità”. Chi tiene in piedi l’Italia, e parliamo di aziende, industrie, commercianti, artigiani, professionisti, viene colpito da provvedimenti che hanno dell’incredibile: blocco dei pagamenti, confisca dei beni, impossibilità di far fronte agli interessi che le banche estorcono con impressionante regolarità. Interessi per giunta non scaricabili e sui quali si pagano regolari tasse. … Per non parlare poi della Legge sulle società di comodo, con la quale lo Stato avanza pretese fiscali del tutto incostituzionali.
     Ma come fanno gli italiani ad avere un alto indice di gradimento nei confronti del Cavaliere nazionale? Possibile che non si rendano conto che è proprio lui la rovina del bel paese? Se escludiamo la breve parentesi prodiana 2006-2008, è dal 2001 che Berlusconi sostiene di aver fatto riforme su riforme delle quali nessuno si è mai accorto, salvo poi dichiarare che “gli altri” non gliele fanno fare!!!!
     Dall’epoca del crollo della Dc, i preti cattolici si sono finalmente accorti di aver perso ogni copertura politica, e che gli spazi di manovra sono stati interamente occupati dalle associazioni riservate concorrenti. Ed attaccano, apparentemente segnalando la mancanza di leaders politici di rilievo, in realtà cercando subdolamente di colpire chi ha in mano attualmente il potere reale: ma nessuno può scagliare la prima pietra!
     Montezemolo, l’unica novità che sia possibile scorgere, ha dalla sua la passata gestione della scuderia Ferrari: e non è poco nell’immaginario collettivo. Ma quale sia la sua reale preparazione politica non lo sappiamo, al di là delle solite buone intenzioni. Dove si schiererà? Al centro, con Casini, Rutelli e la Sbarbati? ... vedremo. Si tratterà di scendere a combattere in un acquario infestato da pescecani: sarà già difficile per lui sopravvivere.
     Vendola ha carattere, capacità politiche, ma parla una lingua che difficilmente potrà far presa sugli abitanti dello stivale. Di Pietro ha secondo noi già toccato il tetto delle sue modeste doti politiche. Il Pd affonda indeciso tra la presunzione di D’Alema e l’incapacità di Bersani. Il panorama nel centrosinistra è complessivamente desolante.
     Che disastro! E non vediamo purtroppo alternative immediate all’orizzonte: né governi tecnici, né di grandi intese, né di centro col sostegno del centrosinistra, semplicemente perché non bastano i numeri e mancano le professionalità. Balliamo incoscienti sull’orlo di un’imminente elezione anticipata: sarebbe la terza in meno di cinque anni.
     E se le nuove consultazioni nazionali facessero emergere un sostanzioso polo di centro, si dovrebbero formare governi di coalizione, solitamente intrisi di instabilità latente.
     Il futuro si vendica, prospettando un ritorno al passato. Povera Italia!

Giovanni Corrao - 13/08/2010

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